Filosofeggiato da makkione alle ore 07:53
mercoledì, 14 maggio 2008

Dasein

Da 22 anni.

Nel bene e nel male,

 

Ma anche al di là....

 

"Recentemente ti guardai negli occhi, o vita! E mi sembrò di sprofondare nell'imperscrutabile.
Ma tu mi riportasti sù con un amo d'oro; ridesti ironicamente quando ti chiamai imperscrutabile.
'Così parlano tutti i pesci' tu dicesti; 'ciò che essi non penetrano, è imperscrutabile.
Ma io sono solo mutevole e selvaggia e in tutto una femmina e fra l'altro non virtuosa:
Anche se da voi uomini vengo chiamata la profonda o la fedele, l'eterna, la misteriosa.
Voi uomini ci fate sempre dono delle vostre proprie virtù, ahimè, o virtuosi!'
Così rise, l'infida; ma io non mi fido mai di lei e del suo riso, quando parla male di se stessa.
E quando ebbi parlato a quattr'occhi con la mia selvaggia saggezza, essa mi disse adirata: 'Tu vuoi, tu desideri, tu ami; solo per questo tu lodi la vita!'
Stavo quasi per darle una cattiva risposta e dire la verità all'irata; non si può rispondere peggio di quando 'si dice la verità' alla propria saggezza.
Così stanno le cose tra noi tre. In fondo io amo solo la vita; tanto più, quando la odio!
Se tuttavia anche la saggezza mi è cara e spesso troppo cara: questo accade, perché essa mi rammenta troppo la vita!
Essa ha i suoi occhi, il suo sorriso e perfino il suo piccolo amo d'oro: che colpa ne ho io se tutt'e due sono così rassomiglianti?
E quando una volta la vita mi chiese: chi è mai questa, saggezza? allora io dissi premurosamente: 'Ahimè, sì! la saggezza!
Si ha sete di lei e non se ne diviene mai sazi, la si guarda attraverso i veli, e si cerca di afferrarla con la rete.
È bella? Che ne so io! Ma anche le più vecchie carpe vengono prese all'amo con essa.
È mutabile e caparbia; spesso l'ho veduta mordersi le labbra e adoperare il pettine contro il verso dei suoi capelli.
Forse essa è malvagia e falsa, e in tutto una femmina; ma quando parla male di se stessa, proprio allora mi seduce più di tutto'.
Appena ebbi detto questo alla vita, essa rise malignamente e chiuse gli occhi. 'Di chi parli?' disse di me, vero?
Anche se tu avessi ragione, mi si dice forse ciò, così, in faccia? Ma ora parla anche della tua saggezza!'
Ahimè, allora tu apristi di nuovo gli occhi, vita mia adorata! E a me sembrò di cadere di nuovo nell'imperscrutabile".
Così cantò Zarathustra. Ma quando la danza ebbe fine e le fanciulle se ne furono andate, divenne triste. E disse:
"Il sole è da tempo tramontato, il prato è umido, dalla foresta viene frescura.
Un qualcosa di sconosciuto è intorno a me e guata pensoso. Che cosa? Vivi tu ancora, o Zarathustra?
Perché? per che cosa? per mezzo di che cosa? verso dove? dove? come?"

F.Nietzsche,Così parlò Zarathustra,Il canto della danza

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Filosofeggiato da makkione alle ore 18:11
sabato, 10 maggio 2008

Portatore di Andy Capp

La vignetta è "rubata" a CanaveseColica di cui sono un lettore silente

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Filosofeggiato da makkione alle ore 20:10
mercoledì, 07 maggio 2008

Mi sento sbattuto più di un uovo...

ma non sono buono neanche per una frittata

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Filosofeggiato da makkione alle ore 10:21
venerdì, 25 aprile 2008

Partigianerie

Più che per rinvigorire la memoria storica e difenderla dai revisionismi spiccioli,più che ribadire il valore dell’antifascismo e ricordare chi l’ ha testimoniato col sangue,il 25 aprile dovrebbe evocare la testimonianza di uno spirito partigiano,cioè la capacità di fare scelte di parte in cui si avvertiva la necessità di sporcarsi le mani  pur di non essere spettatori passivi della storia o,per usare un termine meno altisonante,della vita e del tempo. Tutto ciò stride fortemente con la mediocrità e l’ignavia odierna,riflusso di una società che sarà pure ipertecnologica e avanzata ma che sembra incapace di scelte nette. Anzi,e qui sta il paradosso,tutto sembra spingerti all’indifferenza alimento continuo di coscienze anestetizzate che preferiscono il letargo. E  la palude è talmente grande da risucchiare dentro anche chi forse vorrebbe restarne fuori. Eppure essere “partigiani” oggi richiederebbe uno sforzo minore magari solo di attivare un pizzico di cervello,di cui si dice che tutti gli uomini siano dotati,e di collegarlo a quella cosa strana chiamata volontà,anche essa ,dicono,patrimonio di tutti.In fondo il nostro tempo ci chiede solo di essere più uomini nella nostra quotidianità e di non sprecare quella libertà,parola scontata e usata troppo spesso a sproposito,che è il frutto dell’impegno di uomini che sessant’anni fa hanno semplicemente hanno avuto il coraggio di scegliere.

 

Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

Antonio Gramsci

Come contrappunto consiglio la lettura di Teoria del partigiano” di Carl Schmitt,che,sebbene da una prospettiva opposta a quella gramsciana , offre un’attenta analisi del fenomeno della guerra partigiana.

Teoria del partigiano. Integrazione al concetto del politico

 

 


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Filosofeggiato da makkione alle ore 15:53
giovedì, 17 aprile 2008

Conato post-elettorale

Ha vinto Berlusconi,per l’ennesima volta l’Italia a voluto lui.Dovrei essere arrabbiato deluso ma non ci riesco.Anzi inizio a credere che lui sia l’icona perfetta del mio paese che bada a propri tornaconto che vuole l’impunità e che ama stordirsi davanti alla tv. Lui ha vinto e ha davvero cambiato l’italia (la minuscola non è un errore) ha creato un italia a sua immagine e somiglianza o forse ha semplicemente dato corpo ad un modo di essere italiani  che se non è di tutti è della maggioranza e fin quando si vivrà in quella cosa strane e a doppio taglio che è la democrazia sarà sempre la maggioranza a tiranneggiare nel bene e nel male mettendo una X una volta e tornando il giorno dopo ad essere anonime X in balia dei pochi che siedono nei palazzi. Ma non voglio demonizzare Silvio anche perché chi c’era a contrastarlo???.I Reduci di quel minestrone  chiamato Unione dove c’era tutto e il contrario di tutto e che per votare in parlamento dovevano sperare che nessuno avesse un malore o dovesse andare in bagno. Sono bastate le beghe di Casa Mastella per far cadere un castello che già era di carta velina retto da uno che mi è sembrato sempre una sottospecie di Don Abondio più che uno statista. Poi è uscito fuori il PD che credo sia nato più per ripulirsi da Prodi e per raccogliere i cocchi  quando l’Unione sembrava già una cosa effimera. E chi ci entra??? quei comunisti che non sono più comunisti e quei cattolici che in fondo non sono manco cosi tanto cattolici. Ne esce una cosa più annacquata e insapore di una Drive Beer affidato a uno che parla da homo novus come se fino a quel momento avessero governato altri e non quelli che ci hanno portato al collasso e che in fondo hanno solo cambiato barca ed erano pronti a farsi traghettare da un nuovo Caronte senza fare un minimo di autocritica . La sinistra poi ha scelto l’arcobaleno forse perché consapevole di averne  combinate di tutti i colori. In passato nonostante le sue contraddizioni  si è sempre contraddistinta per alcuni punti fissi che condividevo in pieno come il pacifismo,l’attenzione per il mondo del lavoro e per la lotta al precariato,per il mondo della scuola e dell’università,l’assistenzialismo ai meno abbienti o a i penzionati.. ecc. Eppure chi li ha sentiti in aula quando si rifinanziavano le missioni o si discuteva di lavoro?(onestamente non so manco se ne hanno realmente e seriamente parlato). Bisognava aspettare un turigliatto che facesse il Masaniello di turno???. Intanto l’InFausto si incollava sempre più alla sedia più alta della Camera  e faceva passare i silenzi suoi e dei suoi come gesti di lealtà politica , salvo poi attere di essere buttato a mare da Walterino. Quindi  si tolga dalla faccia quell’aria da cane bastonato perché la batosta se l’è cercata dimostrando di non saper governare o peggio di non aver affatto governato. Forse la sinistra italiana è destinata a restare extra-parlamentare perché sa solo fare cortei e sfilate con magliette del Che e bandiere cubane e giamaicane….

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Filosofeggiato da makkione alle ore 09:55
domenica, 13 aprile 2008

PENSIERO FISSO

E

DELIRANTE...

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Filosofeggiato da makkione alle ore 20:44
lunedì, 07 aprile 2008

Metereopatia

Penso, penso un sacco  e quando lo faccio non è mai buon segno. I pensieri  si addensano come nuvole nere piano piano  e ogni tanto piove,tuona e qualche volta fulmina pure. Poi all’improvviso torna il sereno ed un caldo tepore di primavera. Probabilmente sarò sempre una mezza stagione,di quelle che,si dice,non ci sono più….

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Filosofeggiato da makkione alle ore 18:56
mercoledì, 26 marzo 2008

U Megl'

Non ho bisogno di un prete qualunque che dica il tuo nome durante la messa tre o quattro volte per dire a me stesso che ti ho ricordato e sentirmi con il cuore in pace.Il mio ricordo di te dura tutto un anno.Non può essere altrimenti .Quando uso un modo di dire tipicamente beneventano che pochi conoscono,quando incontro qualcuno per strada e rido pensando al soprannome scherzoso che gli hai o gli avresti affibiato,quando mi sveglio tutto contento la domenica per andare allo stadio e mi viene in mente la tua faccia sorridente che mi diceva  : “già stai tutt nfrustegut pu pallone” e io rispondevo :” U Nò i ragazzi han bisogno di noi”.Quando firmo da qualsiasi parte o vedo un cartoccio di paste su cui leggo il mio nome pur sapendo bene che non è il mio ma di chi l’ ha reso famoso con il suo lavoro quotidiano. Perfino quando vedo un documentario in bianco e nero su rai 3 e penso che io non avevo bisogno  di Minoli per sapere della vita italiana in guerra mi bastava un lettone o una strada polverosa di campagna e la tua voce fermare che raccontava cose,magari sentite già molte volte ma di cui non mi stancavo mai.L’elenco potrebbe non finire qui,ma ci sono cose che preferisco tenere per me e che da quando non ci sei mi sembrano ancora più preziose e da custodire gelosamente. Certo non sono mancati i momenti bui in cui ho sentito il vuoto della tua assenza soprattutto tornando in quella casa che per molti anni è stata la mia vera casa.Passare per quei luoghi che ad ogni cm parlano di te e di me non è stato facile. Tuttavia mi basta gettare l’occhio su quella tua foto da sir messa di proposito tra i libri di modo che ci passi di continuo per credere in quelle parole scritte di mio pugno in una notte insonne in cui ricordo a me stesso ,sperimentandolo ogni giorno, che una buona parte di quello che sono lo devo a te. E siccome so che un finale da libro cuore non ti sarebbe piaciuto ribadisco solo che,come ti dicevo con aria ingenua e forse inconsapevole:” U Nò si semp u megl!!”.So già che avresti sarcasticamente risposto:”Quand nun c sta nisciun…”

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Filosofeggiato da makkione alle ore 20:41
venerdì, 21 marzo 2008

Via della croce

Poterti smembrare coi denti e le mani,
sapere i tuoi occhi bevuti dai cani,
di morire in croce puoi essere grato
a un brav'uomo di nome Pilato."

Ben più della morte che oggi ti vuole,
t'uccide il veleno di queste parole:
le voci dei padri di quei neonati,
da Erode per te trucidati.

Nel lugubre scherno degli abiti nuovi
misurano a gocce il dolore che provi;
trent'anni hanno atteso col fegato in mano,
i rantoli d'un ciarlatano.

Si muovono curve le vedove in testa,
per loro non è un pomeriggio di festa;
si serran le vesti sugli occhi e sul cuore
ma filtra dai veli il dolore:

fedeli umiliate da un credo inumano
che le volle schiave già prima di Abramo,
con riconoscenza ora soffron la pena
di chi perdonò a Maddalena,

di chi con un gesto soltanto fraterno
una nuova indulgenza insegnò al Padreterno,
e guardano in alto, trafitti dal sole,
gli spasimi d'un redentore.

Confusi alla folla ti seguono muti,
sgomenti al pensiero che tu li saluti:
"A redimere il mondo" gli serve pensare,
il tuo sangue può certo bastare.

La semineranno per mare e per terra
tra boschi e città la tua buona novella,
ma questo domani, con fede migliore,
stasera è più forte il terrore.

Nessuno di loro ti grida un addio
per esser scoperto cugino di Dio:
gli apostoli han chiuso le gole alla voce,
fratello che sanguini in croce.

Han volti distesi, già inclini al perdono,
ormai che han veduto il tuo sangue di uomo
fregiarti le membra di rivoli viola,
incapace di nuocere ancora.

Il potere vestito d'umana sembianza,
ormai ti considera morto abbastanza
e già volge lo sguardo a spiar le intenzioni
degli umili, degli straccioni.

Ma gli occhi dei poveri piangono altrove,
non sono venuti a esibire un dolore
che alla via della croce ha proibito l'ingresso
a chi ti ama come se stesso.

Sono pallidi al volto, scavati al torace,
non hanno la faccia di chi si compiace
dei gesti che ormai ti propone il dolore,
eppure hanno un posto d'onore.

Non hanno negli occhi scintille di pena.
Non sono stupiti a vederti la schiena
piegata dal legno che a stento trascini,
eppure ti stanno vicini.

Perdonali se non ti lasciano solo,
se sanno morir sulla croce anche loro,
a piangerli sotto non han che le madri,
in fondo, son solo due ladri.

Fabrizio De Andrè 

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Filosofeggiato da makkione alle ore 12:14
sabato, 15 marzo 2008

Una settimana in sentenze

E' tornato Nicola dalla Germania  quando l ho visto ho fatto uno sguardo alla Bernadette nella grotta di Lourdes. Mi è mancato molto,ma d’altra parte era necessario che qualcuno aprisse la via….

 

Seguire le elucubrazioni poco sistematiche di Francesco Saverio è sempre più impegnativo ma certamente appagante anche se dopo due ore e passa di lezione sembro un fattone

 

Storia della scienza fa scendere le palle , salire le bestemmie e l’anima di Galilei è di nuovo in pericolo

Sono sempre più Dr House dipendente.

Inter-Liverpool  0-1…. Cento di questi giorni!!!

 

Anto , i Vigorito c’hanno portato in Europa!!!

 

1000 km di sussulti , all’andata: “Simeò non voglio arrivà a partita , voglio arrivà a diman (Gerryboy,commentando la guida sportiva dello Zio)

Al ritorno:” Vedimm e fa compagnia a Manfredi !!!” (Idolo quando siamo passati all’altezza del Ponte Calore)

 

Conversando con il mio barbiere scopro sempre cose molto interessanti sui vizi e/o  le virtù del mio quartiere… altro che Toblerone…

 

Il mio lettore mp3 amico fedele nel momento dei bisogni musicali è morto e ad ucciderlo sono stato proprio io calpestandolo visto che mia sorella ascolta musica con lo stereo per terra (si può essere più deficienti di così…) Gli dedico  Musica di Tricarico (che io ascoltavo ancora prima che andasse a S Remo..)

 

I miei fantasmi  esistenziali ed esistenzialistici sono venuti a farmi  la loro periodica e sgradevolissima visita , li ho fatti entrare aspettando i loro porci comodi .Se ne sono andati ma già so che torneranno quando meno me lo aspetto…

 

Pensieri messi sotto “Dregher” ad affogar…

 

Igor è il cane migliore del mondo e sta mattina appena sveglio mi ha detto un sacco di cose senza manco abbaiare .

 

Questa è per te ed anche un po’ per me:

 

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